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04/11/2026

Inaugurazione della mostra «Selezione dalla Collezione Antun Motika» il 6 novembre alle ore 18 presso la Galleria civica di Pola

Venerdì 6 novembre 2026 alle ore 18, presso la Galleria civica di Pola (via Kandler 8), sarà inaugurata la mostra «Selezione dalla Collezione Antun Motika».

La mostra fa parte del programma ordinario della Galleria civica di Pola, che presenta e promuove con continuità il patrimonio artistico di Antun Motika, uno dei più importanti artisti croati del XX secolo. Attraverso la tradizionale esposizione di una selezione di opere provenienti dalla donazione di Antun Motika, il pubblico ha l’opportunità di conoscere le diverse fasi della sua produzione artistica, ma anche gli aspetti meno noti del suo percorso creativo.

La mostra rappresenta un’ulteriore occasione per avvicinarsi alla ricchezza e alla varietà dell’opera di Motika e per ripercorrerne il cammino artistico, dai primi tentativi nel campo delle arti figurative alle ricerche mature e sperimentali che lo collocano tra gli artisti più originali del suo tempo.

La mostra «Selezione dalla Collezione Antun Motika» sarà visitabile presso la Galleria civica di Pola dal 6 al 23 novembre 2026.

La donazione Antun Motika

Il luogo di nascita, la casa del nonno e la cantina del padre, situate in via Giovia n. 42 a Pola, furono, tra le altre cose, il punto di partenza dell’interesse di Antun Motika per le belle arti. I cortili di queste case adiacenti e i piccoli frutteti, nei quali osservava la vita disteso a pancia in giù sull’erba, da una prospettiva dal basso, non solo lo affascinavano, ma stimolavano a tal punto la sua immaginazione da spingerlo a fissare i soggetti su carta, con la matita o con il colore, oppure semplicemente a modellarli nella terra. Da quelle che sembravano manine inesperte e fragili «uscivano» immagini che non tutti i bambini sarebbero stati in grado di realizzare. Antun dipingeva, disegnava e modellava con grande naturalezza.

Seguirono Gimino, nuovamente Pola e poi Pisino, dove frequentò il ginnasio. Fu proprio in quel periodo che il talento di Antun venne notato dal pittore, grafico e musicologo sloveno Saša Šantel, che non fu per lui soltanto insegnante di disegno a mano libera, ma anche mentore nel percorso che lo avrebbe condotto all’Accademia di belle arti di Zagabria. Prima di allora vi era stato un soggiorno a Fiume, dove aveva frequentato il ginnasio a Sussak, ancora una volta sotto la guida di Saša Šantel.

Di questo periodo precedente agli studi accademici, corrispondente agli anni della formazione scolastica primaria e secondaria, si sono conservate alcune opere, tra dipinti e disegni, oggi di valore documentario, che costituiscono parte della donazione del dott. Dušan Motika, nipote del pittore scomparso. Purtroppo, le piccole sculture in argilla andarono perdute durante il trasloco da Pisino a Fiume.

Antun Motika manifestò una particolare inclinazione anche per la scultura. Iniziò infatti gli studi con il professor Rudolf Valdec, per poi orientarsi verso la pittura al secondo anno.

Le opere donate, di particolare valore documentario, rappresentano gli anelli fondamentali per comprendere la formazione artistica di Antun Motika e facilitano l’approccio all’analisi delle sue opere più mature, soprattutto per quanto riguarda la sua propensione alla modellazione, alla sperimentazione e alla ricerca degli effetti luminosi, tanto nella pittura quanto nella scultura.

Gli acquerelli, le gouache e le tempere, e in misura minore gli oli, realizzati tra il 1929 e il 1940 e negli anni successivi, collocano Antun Motika accanto agli intimisti postimpressionisti europei. Ciò vale in particolare per i dipinti realizzati dopo i suoi soggiorni a Parigi (1931 e 1935). Alcuni dipinti di quel periodo fanno parte della donazione ricevuta e sono tutti caratterizzati da trasparenza, pienezza di luce, semplicità dei soggetti, uso estremamente ridotto del colore e un’atmosfera vagamente nostalgica.

I disegni di grande formato, ben 1.550 tra disegni e schizzi, rivelano Motika come un artista estremamente moderno, persino precursore della modernità rispetto alla sua epoca. La maggior parte è costituita da schizzi e bozzetti preparatori per la realizzazione di sculture in vetro e ceramica. Con l’apertura dell’esposizione permanente e della Galleria Antun Motika, in uno spazio di diverse centinaia di metri quadrati, questi disegni e schizzi rappresenteranno una vera e propria scoperta per il grande pubblico e offriranno ai docenti di discipline artistiche uno spazio in cui svolgere attività pratiche con le nuove generazioni di alunni e studenti. In un unico luogo sarà possibile ammirare la ricchezza del disegno accademico: dalla riduzione della linea solida alla semplificazione dei soggetti, fino alle delicate tracce della forma disegnata, che continuiamo a percepire anche là dove la linea è scomparsa. Durante la fase della sperimentazione, i suoi disegni si trasformano in pure forme astratte.

La donazione comprende inoltre quattro sculture, due in vetro e due in terracotta, cinque medaglie di grandi dimensioni e dieci più piccole in bronzo, venti fogli di alluminio e cinquanta esperimenti pittorici.

Di eccezionale valore sono anche i venti album acquisiti, di cui tredici contenenti disegni di piccolo formato, quattro con fotocollage, uno dedicato agli esperimenti fotografici e due con racconti illustrati («La barba rossa» e «Il viaggio sulla luna»), realizzati durante gli anni trascorsi al ginnasio di Pisino.