Inaugurazione della mostra fotografica "Santa Sofia: Il silenzio della luce"

Illustrazione
Venerdì 30 ottobre alle ore 17:00, presso la Biblioteca civica e sala di lettura di Pola, si terrà l'inaugurazione della mostra di fotografie d'arte "Santa Sofia: Il silenzio della luce"(Aja Sofija - svjetlost tišine).
La mostra rappresenta uno straordinario progetto fotografico del preminente fotografo turco İzzet Keribar e del calligrafo e fotografo di fama internazionale Mehmed Özçay. Il loro lavoro congiunto, sviluppatosi nell'arco di quattro anni, rivela la dimensione storica, architettonica e spirituale di Santa Sofia, uno dei monumenti più significativi del patrimonio culturale mondiale.
L'allestimento della mostra è organizzato in occasione dell'anniversario della fondazione della Repubblica di Turchia, in co-organizzazione con il Centro culturale turco Yunus Emre di Zagabria, la Città di Pula-Pola, il Centro culturale islamico di Pola e la Biblioteca.
Il progetto è il risultato di una lunga ricerca artistica, caratterizzata da dedizione, pazienza e profondo rispetto per il valore culturale e storico di questo magnifico edificio. Attraverso raffinate composizioni, giochi di luci e ombre e dettagli accuratamente selezionati, i due artisti svelano le diverse dimensioni di Santa Sofia e la sua unica complessità estetica.
Le fotografie mostrano la magnificenza architettonica della struttura, i mosaici bizantini, gli elementi artistici islamici, i dettagli decorativi e la speciale atmosfera spirituale del suo interno. Ogni inquadratura offre una prospettiva diversa, evidenziando la ricchezza dei livelli culturali e delle tradizioni artistiche che hanno plasmato questo monumento unico nel corso dei secoli.
La mostra è la prima grande presentazione fotografica dedicata a Santa Sofia dopo la sua riapertura come moschea. Il progetto è stato presentato per la prima volta presso la Biblioteca nazionale presidenziale ad Ankara, alla presenza del Presidente della Repubblica di Turchia Recep Tayyip Erdoğan, e successivamente nella biblioteca Rami a Istanbul.
Le fotografie esposte fanno parte di un più ampio progetto artistico che ha dato vita anche al prestigioso volume "Fotografie di Santa Sofia". La pubblicazione comprende una vasta raccolta di fotografie che documentano i valori storici, architettonici, artistici e spirituali di questo celebre edificio.
Il progetto unisce l'arte fotografica e la sensibilità calligrafica, creando una testimonianza visiva che va oltre il valore documentario. Rappresenta una riflessione sul tempo, sullo spazio, sulla continuità culturale e sull'incontro tra civiltà.
Attraverso gli obiettivi di İzzet Keribar e Mehmed Özçay, Santa Sofia si rivela come molto più di un capolavoro architettonico: è un simbolo di interconnessione storica, spiritualità e patrimonio culturale universale dell'umanità.
Biografie degli artisti
İzzet Keribar ènato nel 1936 a Istanbul, è uno dei fotografi turchi più importanti, noto per la sua pluriennale ricerca sulla luce, lo spazio, l'architettura e l'esperienza umana.
Ha incontrato la fotografia per la prima volta grazie al fratello maggiore Leon. Il suo interesse per questa arte si è sviluppato tra le vie storiche di Istanbul, trasformandosi col tempo in una dedizione artistica permanente. La fotocamera Leica, ricevuta in dono dopo il diploma di scuola superiore, è diventata un mezzo fondamentale per la sua espressione artistica.
Durante la guerra di Corea ha prestato servizio come traduttore e ha lavorato come photo editor per una rivista militare, documentando la vita quotidiana e le devastazioni di Seul. Dopo una pausa di vent'anni, negli anni Ottanta del secolo scorso è tornato a dedicarsi intensamente alla fotografia, affermandosi come uno dei nomi più importanti dell'arte fotografica turca contemporanea. La sua opera spazia tra culture diverse, paesaggi, complessi architettonici e scene di vita quotidiana. Al centro del suo approccio vi sono la luce, la composizione, la pazienza e la capacità di cogliere la particolarità dell'attimo.
Nel 2011 gli è stato conferito il Gran Premio per la cultura e l'arte della Repubblica di Turchia, condiviso con il leggendario fotografo Ara Güler. Nel 2018 ha ricevuto anche il Premio presidenziale per la cultura e l'arte. Durante la pandemia ha avviato il progetto "Istanbul silenziosa", documentando le strade deserte della città e creando una testimonianza visiva del centro urbano in circostanze eccezionali. Nel progetto "Fotografie di Santa Sofia", Keribar ha canalizzato la sua lunga esperienza verso uno dei monumenti più importanti del patrimonio culturale mondiale. Il suo lavoro svela la bellezza architettonica, le stratificazioni storiche e la dimensione spirituale di questo spazio unico. Per Keribar la fotografia non è una mera registrazione di una scena, bensì un modo di raccontare. Il suo approccio artistico trasforma ogni inquadratura in un racconto visivo sul tempo, sullo spazio e sull'uomo.
Mehmed Özçayè nato il 4 luglio 1961 a Çaykara, nella provincia turca di Trebisonda, è un calligrafo e fotografo turco di fama internazionale. La sua produzione artistica collega l'arte tradizionale islamica della bella scrittura con l'espressione visiva contemporanea, creando un connubio originale tra estetica classica, geometria e sensibilità fotografica.
Si è laureato nel 1986 presso la Facoltà di teologia dell'Università Atatürk di Erzurum. Ha sviluppato l'interesse per la calligrafia già durante gli studi e dal 1982 ha perfezionato gli stili classici Thuluth e Naskh sotto la guida del rinomato calligrafo Fuad Başar. Ha conseguito il diploma calligrafico (ijazah) nel 1993. Nel suo percorso di crescita artistica ha ricevuto un importante sostegno anche dal noto storico dell'arte islamica e della calligrafia M. Uğur Derman. Ha ottenuto il riconoscimento internazionale partecipando ai concorsi organizzati dal Centro di ricerca sulla storia, l'arte e la cultura islamica (IRCICA), dove ha vinto premi di rilievo. Tra i traguardi più importanti della sua carriera spicca la partecipazione alla realizzazione delle iscrizioni calligrafiche per il progetto di ampliamento della Grande Moschea della Mecca (Masjid al-Haram) nel 2015. Nel 2018 è stato nominato membro del Comitato per le politiche culturali e artistiche della Presidenza della Repubblica di Turchia.
Oltre alla calligrafia, Özçay si dedica intensamente all'arte fotografica. Trasferisce nel mezzo fotografico la sensibilità per la composizione, la linea, la luce, l'ombra e il dettaglio sviluppata attraverso l'arte tradizionale della scrittura. Le sue opere ritraggono spesso la natura, oggetti e forme astratte, trasformando motivi apparentemente semplici in complesse composizioni visive. Di particolare rilievo è il suo ciclo "Ritratti di alberi", nel quale esplora le trame dei tronchi e della corteccia, rivelandone le strutture quasi astratte. Nel progetto "Fotografie di Santa Sofia", Özçay porta la propria prospettiva artistica, focalizzata sui dettagli architettonici, l'ornamentazione, la composizione e l'atmosfera spirituale dello spazio. La sua esperienza nella calligrafia arricchisce l'approccio fotografico con il senso dell'equilibrio, del ritmo e della precisione, contribuendo ulteriormente alla profondità estetica dell'intero progetto.



