Notizie

16/10/2026

Celebrato il 97° anniversario della morte di Vladimir Gortan

Questa mattina, nella baia di Gortan, si è svolta la commemorazione del 97° anniversario della morte di Vladimir Gortan, patriota istriano e antifascista che sacrificò la propria vita nella lotta per i diritti nazionali e la libertà. La cerimonia è stata accompagnata dalla deposizione di corone commemorative e da un programma culturale e artistico.

Alla commemorazione hanno partecipato il sindaco della Città di Pula-Pola Peđa Grbin, il capo di gabinetto del presidente della Regione Istriana Ivan Glušac, la consulente superiore agli affari giuridici presso il gabinetto del presidente della Regione Monica Derocchi, i rappresentanti dell’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti della Città di Pola e del Comitato locale San Policarpo-Sisplac. Presenti all'evento anche gli alunni della scuola elementare Stoja, i membri delle associazioni culturali e artistiche e i rappresentanti del mondo musicale e culturale polese.

Il presidente dell’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti della Città di Pola, Boris Siljan, ha illustrato il significato storico della vita di Vladimir Gortan, il suo sacrificio e il suo ruolo nella Resistenza antifascista in Istria.

«Il destino di Gortan non può essere compreso al di fuori del contesto storico in cui visse. In Istria, il regime fascista attuava una politica di italianizzazione forzata, limitava l’uso delle lingue croata e slovena e reprimeva l’identità nazionale, politica e culturale della popolazione.

L’intimidazione, la violenza e la limitazione delle libertà politiche caratterizzavano la vita quotidiana di molte persone che si opponevano a questa politica. Per questo motivo, l’importanza storica di Vladimir Gortan non risiede soltanto nella sua vicenda personale, ma anche nel fatto che essa simboleggia l’esperienza di un’intera generazione di croati e sloveni istriani che, di fronte alla repressione e alla coercizione, si opposero alla dittatura fascista.

L’antifascismo è molto più di un movimento storico. È la determinazione a opporsi all’ingiustizia, alla violenza e alla discriminazione. È una voce che afferma che nessuno può essere considerato meno degno perché appartiene a un altro popolo, parla un’altra lingua o ha origini o convinzioni diverse. Sono valori che ci ricordano che tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti», ha dichiarato Boris Siljan.

Nel suo intervento, il sindaco Peđa Grbin ha sottolineato l’importanza di preservare la memoria di Vladimir Gortan e dei suoi compagni, nonché della loro lotta per la libertà, i diritti nazionali e l’uguaglianza.

«Vladimir Gortan e i suoi compagni, così come il popolo croato dell’Istria, quasi cento anni fa compresero ciò che gran parte del mondo avrebbe pienamente riconosciuto soltanto all’inizio della Seconda guerra mondiale: quanto fosse malvagio il fascismo. Si opposero ad esso e iniziarono a combatterlo.

Purtroppo, ciò che gli istriani, Vladimir Gortan e i suoi compagni avevano compreso allora, alcuni in Croazia non riescono a vederlo nemmeno oggi. Vladimir Gortan diede la vita per la libertà del proprio popolo e della propria patria, ma soprattutto nella lotta contro il male. Un male che ci opprimeva, che opprimeva il mondo intero e distruggeva vite umane come se non avessero alcun valore.

Ricordare oggi Vladimir Gortan significa anche rendere omaggio alla lotta del popolo croato per la libertà all’interno dei propri confini, affinché tutti potessimo vivere insieme, indipendentemente dalla nazionalità, secondo le nostre aspirazioni. Gortan è, tuttavia, anche il simbolo della lotta dell’intero mondo contro il male», ha affermato il sindaco Peđa Grbin.

Il capo di Gabnetto del presidente della Regione Istriana, Ivan Glušac, ha evidenziato l’importanza di preservare la memoria di Vladimir Gortan e della tradizione antifascista istriana, nonché di trasmettere alle giovani generazioni la conoscenza dei fatti storici. Ha inoltre richiamato l’attenzione sul valore della libertà, dell’uguaglianza e della tutela dei principi antifascisti, sottolineando il ruolo fondamentale dell’istruzione nella salvaguardia della verità storica.

«Sono lieto che anche quest’anno ci siamo riuniti per commemorare un momento storico che, purtroppo, si concluse in questa baia con Vladimir Gortan colpito alla schiena da 25 proiettili. Gortan è diventato il simbolo della lotta dei croati istriani per la propria lingua, il proprio nome e il diritto di tutti i cittadini a vivere nella nostra Istria come persone aventi pari diritti.

L’antifascismo istriano, attraverso la Repubblica di Albona, la rivolta del Prostimo e il gruppo dei seguaci di Gortan, è diventato un simbolo e una speranza di poterci un giorno liberare dal fascismo e dall’occupazione. A differenza di molti altri popoli europei, la libertà non ci è stata donata, ma è stata conquistata dai nostri antenati, i cui nomi sono incisi sui monumenti commemorativi in tutta l’Istria.

Quanto accaduto ieri a Spalato rappresenta una vergogna per la civiltà. Per questo è importante insegnare ai bambini nelle scuole ciò che è accaduto: non possiamo permettere che ciò che era male venga considerato bene e ciò che era bene venga considerato male», ha dichiarato Ivan Glušac.

Al programma commemorativo hanno partecipato i suonatori di strumenti tradizionali della SAC „Kuje” di Lisignano, le alunne della scuola elementare Stoja, il coro misto della SAC “Matko Brajša Rašan” e il coro Praksa.

La commemorazione è stata organizzata in collaborazione con la Città di Pula-Pola, l’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti della Città di Pola e la Società storica istriana – Istarsko povijesno društvo.

Vladimir Gortan era un giovane contadino istriano originario di Beram e membro dell’organizzazione antifascista clandestina Borba, che si opponeva al regime fascista italiano e alla sua politica di repressione dell’identità nazionale della popolazione istriana.

Il 24 marzo 1929 partecipò a un’azione volta a indurre la popolazione a boicottare le elezioni organizzate dalle autorità italiane a Pisino. L’episodio ebbe un tragico epilogo: una persona perse la vita e un’altra rimase ferita. Dopo l’arresto dei partecipanti, Gortan fu condannato a morte e fucilato a Pola il 17 ottobre 1929, all’età di 25 anni.

La sua vicenda è diventata un simbolo della resistenza al fascismo e della lotta per i diritti nazionali, la libertà e la dignità. Oggi il suo nome è stato attribuito a strade, piazze e istituti scolastici in numerose città croate, mentre il ricordo della sua vita e del suo sacrificio continua a rappresentare una parte importante della storia istriana e croata.

La commemorazione dell’anniversario della morte di Vladimir Gortan contribuisce a preservare la memoria della tradizione antifascista istriana e richiama l’attenzione sull’importanza della libertà, della dignità umana e della resistenza al fascismo.