Kaštijun, seduta congiunta a Pisino: tutela ambientale, responsabilità e soluzioni concrete

A Pisino si è svolta la seduta tematica congiunta dell’Assemblea della Regione Istriana e del Consiglio municipale della Città di Pula-Pola dedicata alle criticità del Centro regionale per la gestione dei rifiuti di Kaštijun. Al centro del confronto, i cattivi odori, l’impatto ambientale, la gestione dei rifiuti accumulati e le misure necessarie per migliorare il funzionamento dell’impianto, tutelando la salute e la qualità della vita dei residenti.
Il presidente della Regione Istriana, Boris Miletić, ha ricordato che la vecchia discarica, attiva dal 1967, ha accolto circa 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti e che la sua bonifica, finanziata dalla Città di Pula-Pola con 28 milioni di kune, si è conclusa nel 2022. Il Centro di Kaštijun è stato progettato per trattare 90.000 tonnellate di rifiuti all’anno, sulla base dei dati forniti nel 2009 e nel 2010. Nel frattempo, l’aumento dei flussi turistici e delle quantità di rifiuti ha aumentato la pressione sul sistema.
Miletić ha riconosciuto le difficoltà dei residenti che convivono con i cattivi odori, individuando tre principali fonti: le balle di combustibile derivato dai rifiuti stoccate temporaneamente, l’impianto di trattamento meccanico-biologico e i settori della discarica. Tra le priorità ha indicato la rimozione delle balle, il corretto funzionamento dei sistemi di depressione e filtrazione dell’aria e una migliore copertura delle aree di deposito. Sono già stati avviati contatti con aziende specializzate per individuare soluzioni tecnologiche in grado di ridurre le emissioni odorigene.
Il presidente della Regione ha inoltre richiamato l’attenzione sulle responsabilità nella gestione del Centro, ricordando che negli ultimi cinque anni si sono succeduti cinque direttori. «Dobbiamo agire responsabilmente e fare tutto il possibile affinché Kaštijun smetta di essere una fonte di cattivi odori», ha affermato, sottolineando che la chiusura dell’impianto non può essere considerata senza valutare le conseguenze economiche e organizzative per i cittadini.
Il sindaco di Pula-Pola, Peđa Grbin, ha ribadito che la chiusura di Kaštijun richiede innanzitutto l’individuazione di una nuova ubicazione per il centro regionale, al di fuori del territorio della Città di Pula-Pola, entro un massimo di tre anni. Ha inoltre chiesto che i costi della chiusura siano ripartiti tra le unità di autogoverno locale e lo Stato, evitando che ricadano esclusivamente sui cittadini di Pola.
Grbin ha ricordato che nel 2024 e nel 2025 lo smaltimento dei rifiuti eccedenti è costato circa 1,2-1,3 milioni di euro all’anno, mentre nel 2026 la spesa è scesa a circa 120.000 euro. Ha evidenziato anche il problema delle quasi 50.000 tonnellate di balle di combustibile derivato dai rifiuti e di ferro accumulate nel sito, per le quali si stimano costi di smaltimento pari a circa 14 milioni di euro.
Parallelamente, la Città di Pula-Pola e la società Herculanea intendono potenziare nel 2027 la raccolta dei rifiuti organici e avviare il percorso per la realizzazione di un impianto di compostaggio destinato alla città. Il sindaco ha invitato anche gli altri comuni e le città istriane ad adottare misure concrete per ridurre la quantità di rifiuti organici conferiti a Kaštijun.
Nel corso della seduta, Bojan Blagonić, rappresentante dell’iniziativa civica «Aria pulita, amore duraturo» (Čist zrak, duga ljubav), ha denunciato le criticità ambientali legate ai rifiuti accumulati e chiesto verifiche indipendenti. Secondo le sue stime, nel sito sarebbero presenti circa 1,6 milioni di tonnellate di rifiuti, comprese quasi 40.000 balle di combustibile solido recuperato dai rifiuti (SRF) e circa 14.000 tonnellate di frazione metallica.
Blagonić ha richiamato l’attenzione sulle condizioni di alcune balle, sulle possibili criticità relative alle acque di percolazione, al suolo e alle acque sotterranee, nonché sull’efficienza del trattamento dei rifiuti. Ha chiesto la pubblicazione trasparente dei dati, controlli specialistici indipendenti e un piano concreto per la gestione dei materiali accumulati, la capacità residua del Centro e la sua futura chiusura.
La direttrice di Kaštijun, Anja Ademi, ha illustrato le misure avviate durante i primi dieci mesi del suo mandato. Attualmente nel sito sono stoccate temporaneamente 34.176 tonnellate di combustibile derivato dai rifiuti, prodotto tra il 2022 e il 2026. Per tutte le quantità sono stati stipulati contratti di trasporto e recupero e il completamento delle operazioni è previsto entro la fine del 2027. Nel corso del 2026 sono state avviate a recupero 3.400 tonnellate, mentre la produzione è stata ridotta per limitare ulteriori accumuli.
La direttrice ha riferito inoltre che sono presenti 14.100 tonnellate di frazione ferrosa non sufficientemente pulita, la cui rimozione richiederà, secondo le stime, dai due ai tre anni. È in preparazione la documentazione per il trattamento di quantità maggiori e il relativo finanziamento. Le circa 600 tonnellate di metalli non ferrosi presenti all’inizio del suo mandato sono state invece interamente avviate a recupero.
Durante l’estate 2026 il Centro ha operato entro la capacità settimanale prevista, senza ridurre i tempi di biossiccamento. È diminuita anche la quantità di rifiuti eccedenti trattati al di fuori dell’impianto, passando dalle 3.067 tonnellate del 2025 a circa 252 tonnellate nel 2026.
Tra le misure prioritarie, Ademi ha indicato il potenziamento della raccolta differenziata di carta, cartone, tessili e rifiuti organici, in collaborazione con le amministrazioni locali e le società comunali. Sono inoltre in corso ulteriori analisi del suolo e delle acque nelle aree vicine ai materiali stoccati e vengono valutate soluzioni tecniche per neutralizzare i cattivi odori. La direttrice ha invitato tutti i comuni e le città istriane a intensificare gli interventi nei prossimi sei-nove mesi, al fine di migliorare la qualità dei rifiuti conferiti al Centro.
Il direttore dell’Istituto didattico di sanità pubblica della Regione Istriana, il dott. Aleksandar Stojanović, ha presentato i risultati del programma di monitoraggio ambientale e sanitario avviato nel 2020, che comprende analisi del suolo, delle acque sotterranee e dell’aria, biomonitoraggio della popolazione e rilevamenti dei cattivi odori.
Nel periodo 2021-2026 non sono stati registrati superamenti dei valori limite nei campioni di suolo analizzati. Nelle acque sotterranee sono invece state rilevate concentrazioni di ammonio e mercurio superiori ai limiti consentiti; nel 2026, in una delle stazioni di monitoraggio, il valore dell’ammonio è risultato oltre 18 volte superiore al limite.
Per quanto riguarda l’aria, nel 2022 è stato registrato un superamento dei valori limite per le particelle PM10, attribuito ai lavori di bonifica della vecchia discarica. Negli altri anni esaminati, le misurazioni hanno indicato una qualità dell’aria di prima categoria. I cattivi odori sono stati rilevati in modo ricorrente dal 2021 al 2026, attraverso misurazioni effettuate in 14 punti dell’area interessata, sia di giorno sia di notte, tenendo conto della direzione del vento.
I risultati presentati costituiranno una base per proseguire il monitoraggio ambientale e valutare i possibili effetti dell’attività di Kaštijun sulla popolazione residente nelle aree circostanti. Il confronto ha evidenziato la necessità di interventi immediati per ridurre i cattivi odori, migliorare la gestione dei rifiuti e individuare una soluzione sostenibile per il futuro del sistema regionale.



