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19/08/2026

A Pola commemorato l'80° anniversario della tragedia di Vergarolla

Ieri, 18 agosto, a Pola è stato commemorato l'80° anniversario della tragedia di Vergarolla, una delle più grandi tragedie della storia della città. Il programma di commemorazione è iniziato con un viaggio in barca verso la spiaggia di Vergarolla, dove sono state deposte le corone di fiori in mare in segno di ricordo e di tributo alle vittime.

È seguita la Santa Messa nella Cattedrale di Pola, celebrata in lingua italiana e presieduta da don Ivan Petrašić. Dopo la Santa Messa, don Ivan Petrašić ha benedetto il nuovo monumento commemorativo su cui sono stati incisi i nomi delle 64 vittime della tragedia.

Alla commemorazione hanno presenziato i rappresentanti della Città di Pula-Pola, della Repubblica Italiana, della Regione Istriana, della Comunità Nazionale Italiana, nonché di numerose associazioni e istituzioni provenienti da Croazia e Italia, insieme a molti cittadini. Tra i presenti c'erano anche i familiari delle vittime e i testimoni sopravvissuti alla tragedia, le cui testimonianze personali costituiscono una parte importante della memoria di Vergarolla.

"Ci siamo riuniti per ricordare una delle più grandi, se non la più grande tragedia che abbia mai colpito la nostra città: la tragedia di Vergarolla. Esattamente 80 anni fa, l'esplosione spezzò decine di vite. Posso solo immaginare il dolore delle famiglie dei defunti, il dolore di coloro che nell'esplosione rimasero feriti, mutilati, e delle vite che furono distrutte.

Ma ciò che è ancora peggio: quel dolore è stato accompagnato dall'oblio. Non l'oblio delle famiglie, non l'oblio degli amici, bensì l'oblio della società e l'oblio della comunità. Un oblio che non sarebbe mai dovuto accadere. L'oblio delle vittime, ma anche degli eroi di quel giorno che, come il dottor Micheletti, nonostante l'indescrivibile male che lo aveva colpito, dimostrarono una straordinaria umanità."

"La cultura dell'oblio non è qualcosa su cui possiamo costruire la nostra vita, la nostra convivenza, la nostra città. Questa è la cultura del ricordo.

Proprio coltivando la cultura del ricordo e cercando di sottrarre all'oblio le cose accadute nella nostra città – e nel corso dei secoli in questa città sono successe cose belle e brutte, meravigliose e terribili – in accordo con la nostra comunità e con il vicesindaco Vito Paoletić, abbiamo apportato sul monumento quella modifica richiesta da anni. Affinché vi fossero incisi i nomi di quegli innocenti, di quegli indifesi, dei bambini che persero la vita quel giorno, di quelle esistenze che furono spezzate 80 anni fa.

Oggi non posso dire nulla più di questo, perché non si può dire nient'altro quando parliamo nel luogo in cui commemoriamo una tragedia così terribile", ha dichiarato il sindaco Peđa Grbin.

Ai presenti si è rivolto anche l'Ambasciatore della Repubblica Italiana nella Repubblica di Croazia, S.E. Paolo Trichilo:

"Oggi ci siamo riuniti per commemorare l'ottantesimo anniversario della tragedia di Vergarolla. Sebbene sia passato molto tempo da quel tragico evento, il dovere della memoria ci impone di mantenere vivo il ricordo del terribile accaduto. Ciò è particolarmente importante perché, dopo così tanto tempo, numerose domande relative alle circostanze di quell'evento rimangono ancora senza una risposta precisa, e un'interpretazione ufficiale che sia universalmente accettata non esiste ancora.

Con profonda tristezza devo constatare che a Pola si verificò una grande perdita di vite umane tra la popolazione civile innocente.

Questa tragedia rimarrà per sempre indissolubilmente legata alla storia dell'esodo come un fattore, se non decisivo, certamente di grande rilievo. Esprimo pertanto l'auspicio che venga fatta luce su tutte le questioni ancora aperte relative a questo tragico evento."

"Il dovere della memoria deve essere accompagnato dalla responsabilità di guardare al futuro, a maggior ragione in quanto l’Italia e la Croazia sono paesi amici ed entrambi membri della casa comune – l’Unione europea.

In questo senso, noto con soddisfazione i progressi compiuti negli ultimi anni.

In primo luogo, la Città di Pula-Pola ha assunto l'organizzazione degli eventi commemorativi. Si tratta di un passo avanti importante perché riconosce, dopo tanti decenni, che la tragedia di Vergarolla costituisce parte integrante del patrimonio storico di Pola. Inoltre, è stato sostituito il precedente monumento commemorativo con uno nuovo, sul quale sono stati incisi i nomi delle sessantaquattro vittime ufficialmente identificate.

Oltre a ciò, l’associazione degli esuli polesani è stata ufficialmente ricevuta per la prima volta nel Palazzo municipale. In aggiunta al Teatro popolare istriano è andato in scena uno spettacolo dedicato al periodo dell’esodo. Infine, al termine di questa commemorazione, inaugureremo la mostra gentilmente concessa dall’Istituto regionale per la cultura Istriano-Fiumano-Dalmata (IRCI), dedicata al dottor Geppino Micheletti e alla sua straordinaria opera di soccorso prestata durante la tragedia, per la quale meriterebbe un tributo permanente in questa città.

Più in generale, negli ultimi anni il bilinguismo a Pola ha registrato ulteriori progressi. Si tratta di gesti concreti e visibili, e non solo di dichiarazioni programmatiche, che a mio avviso hanno segnato una svolta significativa.

Di questo ringrazio la Città di Pula-Pola e i suoi rappresentanti, nonché tutti coloro che con il loro contributo hanno reso possibili tali avanzamenti, inclusi la Comunità degli Italiani di Pola e gli esuli polesani.

Anche se sono stati fatti passi importanti, questo processo va alimentato ancora in modo positivo e costruttivo, sia sul piano storiografico sia attraverso la collaborazione, che auspico sempre più feconda, di tutti coloro che hanno a cuore il passato, il presente e il futuro di questa splendida Città, che custodisce le vestigia della magnifica Arena e altri preziosi monumenti del patrimonio romano e che meritò di essere menzionata nientemeno che da Dante Alighieri nella Divina Commedia", ha concluso l'Ambasciatore Trichilo.

La commemorazione è proseguita con i versi della poesia "Vergarola" della poetessa polesana Ester Sardoz Barlessi, dopodiché Lucia Bellaspiga ha letto i nomi dei caduti incisi sul nuovo monumento, con l’accompagnamento musicale del violoncellista Fabio Jurić.

La lettura dei nomi è stata uno dei momenti particolarmente toccanti della commemorazione – un monito del fatto che dietro all'evento storico non c’è solo il numero delle vittime, ma 64 nomi, 64 vite e altrettante famiglie i cui destini sono stati cambiati per sempre dalla tragedia.

Dopo i discorsi commemorativi ha avuto luogo la deposizione delle corone di fiori in segno di tributo alle vittime. Le corone sono state deposte dai rappresentanti dell'Ambasciata della Repubblica Italiana nella Repubblica di Croazia, del Consolato Generale della Repubblica Italiana a Fiume, della Comunità degli Italiani di Pola e dell'Unione Italiana, dell'Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti della Città di Pola, dell'AIPI, della LCPE e di FederEsuli, del Circolo di cultura istro-veneta "Istria", dell'UPT (Università Popolare di Trieste), della Regione Istriana e della Città di Pula-Pola.

A nome della Città, la corona è stata deposta dal sindaco Peđa Grbin, dal vicesindaco Vito Paoletić e dal presidente del Consiglio municipale Valter Boljunčić.

La commemorazione dell'80° anniversario di Vergarolla è proseguita presso la Galleria Civica con l'inaugurazione della mostra "Una tragedia dimenticata: Vergarolla e il suo eroe, il dott. Geppino Micheletti 1946-2026".

Attraverso documenti, testimonianze e registri storici, la mostra ricorda la tragedia che il 18 agosto 1946 cambiò per sempre Pola, ma celebra anche l'eccezionale umanità del medico polesano dott. Geppino Micheletti. Dopo l'esplosione di Vergarolla, Micheletti operò per ore e prestò soccorso ai feriti, nonostante tra le vittime vi fossero anche i suoi stessi figli.

Ottant'anni dopo la tragedia, Vergarolla rimane una parte viva della memoria storica e collettiva di Pola. Il nuovo monumento commemorativo con i nomi delle vittime preserverà per sempre il ricordo dei caduti, ricordando alle future generazioni che i destini umani non devono essere ridotti a semplici cifre e che la memoria non deve essere lasciata all'oblio.