L'illustre storico dell'arte e poeta Prof. Dr. Zvonko Maković ospite del quinto incontro "La Collezione al popolo!" presso la Galleria Antun Motika

Giovedì 12 marzo alle ore 18:00, la Galleria Antun Motika, al secondo piano dell'INK - Teatro cittadinio di Pola, ospiterà un nuovo incontro nell’ambito del progetto "La Collezione al popolo!". L'illustre storico dell'arte e poeta Prof. Dr. Zvonko Maković sarà nostro ospite con una conferenza sul tema "Il Surrealismo arcaico nel contesto temporale".
La scena culturale croata all'inizio degli anni '50 fu segnata da numerose polemiche seguite a diverse mostre, concorsi e manifesti, che rivelarono chiaramente come si stessero allargando delle crepe nel tessuto apparentemente monolitico del realismo socialista. Sebbene Tito avesse rotto con Stalin nel 1948, le ricadute delle pratiche staliniste non scomparvero così facilmente. I campi di lavoro sul modello dei "gulag" erano in pieno svolgimento e, nel campo della cultura e dell'arte, si badava a non discostarsi dai principi precedenti, adeguati allo spirito dei tempi. Il manifesto del gruppo EXAT-51, pubblicato il 7 dicembre 1951, rappresentò il passo più radicale verso il nuovo ambito, grazie all'affermazione dell'arte astratta e all'instaurazione di nuovi rapporti tra pittura, scultura, architettura e arti applicate. A ciò si aggiunse il concorso per il monumento a Marx ed Engels a Belgrado, indetto da Vojin Bakić, che fu respinto nel 1953 con argomentazioni non diverse da quelle del realismo socialista dogmatico. Le mostre "Surrealismo arcaico" di Antun Motika del 1952 e "Esperienza dell'America" di Edo Murtić del 1953 furono attaccate dalla critica per la loro astrazione, assente nelle opere di entrambe le mostre. Tutto ciò si rivelò importante per la cristallizzazione di nuovi punti di vista, nuovi principi estetici. Il focus della mostra sarà sulla mostra di Antun Motika, perché è qui che sono emerse le debolezze non solo della critica d'arte, ma anche delle strategie culturali di quel periodo estremamente turbolento.
Zvonko Maković



