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09/01/2026

Pola ricorda l’82° anniversario del primo bombardamento della città

È stato commemorato oggi, presso il Monumento alle vittime cadute della Seconda guerra mondiale in via Jeretov, l’82° anniversario del primo bombardamento della città, avvenuto il 9 gennaio 1944. In rappresentanza della Città di Pola, a deporre la corona di fiori è stato il vicesindaco Siniša Gordić.

Alla cerimonia hanno preso parte anche i rappresentanti dell’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti della Città di Pola, nonché quelli del Comitato locale San Policarpo - Sisplac, che hanno deposto una corona commemorativa.

«Ottantadue anni fa Pola visse uno dei bombardamenti più devastanti della sua storia plurimillenaria. A causa della scarsa visibilità sopra il cielo di Fiume, le squadriglie di bombardieri alleati quel giorno colpirono la nostra città. In quel tragico evento persero la vita oltre cento nostri concittadini. Con il tempo la città è stata ricostruita e la vita è andata avanti, ma resta nostro dovere rendere omaggio ogni anno a quelle vittime e non dimenticare la tragedia che ha colpito la nostra comunità. Purtroppo, le sofferenze della guerra colpiscono ancora oggi persone in tutto il mondo, persino in Europa, ricordandoci che simili tragedie non appartengono solo al passato, ma rappresentano anche un monito per il presente. Proprio per questo commemorazioni come questa rivestono un significato particolare», ha dichiarato il vicesindaco Siniša Gordić, invitando infine i presenti a osservare un minuto di silenzio.

Il raid più devastante su Pola si consumò il 9 gennaio 1944, quando 109 bombardieri B-17 rasero al suolo intere parti della città, colpendo anche la scuola Alessandro Manzoni e causando la morte di circa un centinaio di persone. I bombardamenti proseguirono senza sosta fino al marzo del 1945.

A pagare il prezzo più alto furono soprattutto gli edifici civili e i loro abitanti. Vennero colpite i Giardini, via Zagabria, via Antico, via Flaccio, l’area dell'Abbazie benedettina, così come l’intera zona compresa tra Monte Zaro, Monte Cappelletto e Monte Paradiso, oltre a via Radić, via Tartini e via Marulić. Tra i quartieri civili, il Comitato di quartiere di San Policarpo subì le distruzioni più gravi. Le vittime furono sepolte nel Cimitero della marina.

Alla base dei bombardamenti alleati vi fu il ruolo strategico di Pola e la presenza di un’importante base navale militare, che all’epoca si trovava sotto amministrazione militare tedesca.